mercoledì 2 ottobre 2019

Sostantivi neutri

La maggior parte dei nomi neutri non possiede desinenza nel plurale indefinito, mentre nella forma definita si ha -a:
eit hus (una casa) huset (la casa) hus (case) husa (le case)
eit kort (una tessera) kortet kort korta
eit merke (un distintivo, segno) merket merke merka

I neutri con desinenze non accentate -el, -er, -en subiscono contrazione come le controparti maschili e femminili studiate in precedenza. Al singolare non subiscono contrazione, ma la maggior parte la subisce al plurale definito:
eit våpen (una arma)
våpenet
våpen
våpna
eit teater (un teatro)
teateret
teater
teatra

I nomi delle tre parti del corpo auga (occhio), hjarta (cuore) e høyra (orecchio) si declinano regolarmente con desinenza al singolare in -e, come merke, oppure si declinano come segue:
eit auga
auga
augo
augo
eit hjarta
hjarta
hjarto
hjarto
eit øyra
øyra
øyro
øyro

Barn (bambino) può subire mutazione vocalica nella radice:
eit barn barnet born borna

I prestiti aventi la desinenza -ium di declinano in questo modo:
studium studiet studium studia
Le eccezioni includono nomi di sostanze come opium, kalium che, essendo non numerabili, non presentano forme plurali.

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martedì 1 ottobre 2019

Sostantivi femminili

La maggioranza dei nomi femminili in norvegese si declina come segue:
ei seng (un letto) senga (il letto) senger (letti) sengene (i letti)
ei bru (un ponte) brua bruer bruene
ei jente (una ragazza) jenta jenter jentene
Un gran numero di dialetti norvegesi ha conservato una declinazione differente dei nomi femminili che terminano per vocale non accentata e per quelli che terminano per consonante o per vocale accentata. Il motivo è che queste parole appartenevano a declinazioni diverse in antico norreno. In futuro studieremo questa declinazione.

Alcuni nomi femminili solitamente si declinano in questo modo:
ei elv (un fiume) elva elvar elvane
ei dronning (una regina) dronninga dronningar dronningane
ei hei (una brughiera) heia heiar heiane
Ancora una volta questa divergenza si riconduce al norreno antico. Forme quali elver - elvene, heier - heiene non sono errate, però molti parlanti nativi le percepiscono come innaturali. I sostantivi femminili in -ing hanno sempre -ar, -ane al plurale.

Alcuni nomi femminili subiscono mutazione vocalica nella radice al plurale:
  • forma plurale "lunga":
ei and (una anatra) anda ender endene
ei hand (una mano) handa hender hendene
ei bok (un libro) boka
bøker
bøkene
ei mus (un topo)
musa
myser
mysene
  • forma plurale "breve". Si applica ai femminili che terminano per vocale radicale:
ei ku (una mucca)
kua
kyr
kyrne
ei glo (una brace)
gloa
glør
glørne
ei tå (un dito del piede)
tåa
tær
tærne
  • due nomi femminili subiscono mutazione vocalica radicale e hanno forme contratte al plurale:
ei dotter (una figlia)
dottera
døtrer
døtrene
ei mor (una madre)
mora
mødrer
mødrene
I femminili che terminano per -el, -er non accentati si contraggono sia al singolare che al plurale:
ei aksel (una spalla)
aksla
aksler
akslene
ei hulder (una ninfa dei boschi)
huldra
huldrer
huldrene
Il prestito frøken (Signorina) si declina come sopra. Dotter e syster sono eccezioni alla regola.

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lunedì 30 settembre 2019

Sostantivi maschili


Vi sono tre generi in norvegese: maschile (hankjønn), femminile (hokjønn), neutro (inkjekjønn).

Larticolo determinativo, diversamente da quanto accade in molte lingue europee, è suffisso al sostantivo. Esistono tre forme distinte sia nel singolare che nel plurale.
L’articolo indeterminativo è una parola separata e precede il sostantivo, come in italiano.

§Sostantivi maschili
I seguenti due nomi esemplificano il più comune schema di declinazione dei sostantivi maschili:
ein arm (un braccio)
armen (il braccio)
armar (braccia)
armane (le braccia)
ein granne (un vicino)
grannen (il vicino)
grannar (vicini)
grannane (i vicini)

La vocale nei suffissi non accentati -al, -an, -ar, -el, -en, -er, -ul spesso cade prima dei suffissi del plurale:
ein hamar (un martello)
hamaren
hamrar
hamrane
ein støvel (uno stivale)
støvelen
støvlar
støvlane
ein vinter (un inverno)
vinteren
vintrar
vintrane
ein jøkul (un ghiacciaio)
jøkulen
jøklar
jøklane

La regola riguardante la caduta della vocale in queste sillabe finali non accentate non si applica ai nomina agentis comparativamente recenti in -ar: fiskar (pescatore), målar (pittore), diktar (poeta), lærar (insegnante). Questi seguono il pattern principale:
ein fiskarfiskarenfiskararfiskarane

Un gruppo di nomi maschili termina solitamente in -er, -ene al plurale:
ein søknad (una applicazione)søknadensøknadersøknadere
ein sekk (un sacco)sekkensekkersekkene
ein sau (una pecora)sauensauersauene
Il motivo di questo discostamento dal paradigma di declinazione principale dei maschili si rintraccia nella declinazione dei sostantivi del norreno antico. Non è errato declinare parole come sau e sekk seguendo il pattern principale in norvegese moderno (sauar - sauane, sekkar - sekkane), tuttavia così facendo si risulta innaturali agli occhi dei parlanti nativi. 
I sostantivi che terminano in -nad prendono sempre -er, -ene al plurale, come pure quelli che terminano in -a: villa (casa privata).

Alcuni sostantivi maschili subiscono una mutazione vocalica nella radice nel plurale. La maggioranza di questi, inoltre, presenta i suffissi plurali -er, -ene:
ein fot (un piede)fotenføterføtene
ein nagl (un chiodo)naglenneglerneglene
ein bonde (un contadino)bondenbønderbøndene
ein son (un figlio)sonensønersønene
La parola far (padre) si declina in questo modo:
ein farfarenfedrarfedrane
Bror (fratello) e mann (uomo) subiscono la mutazione vocalica nella radice, ma non presentano suffissi nel plurale indefinito:
ein bror (un fratello)brorenbrørbrørne
ein mann (un uomo)mannenmennmennene

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